Mirko Fontemaggi

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Tuo, Simon - [directed by Greg Berlanti]

Premesso che è un bel film, godibile, avvincente, commovente, con tutti gli ingredienti giusti per rappresentare un punto di riferimento per gli adolescenti omosessuali di questo primo mondo, ecco, non posso non notare che soprattutto nel secondo tempo, quando tutti i nodi vengono al pettine, s'ingolfa un po' nel melodrammatico, tanto che mi ricorda certi film di 20/30 anni fa, quelli che finivano spesso in tragedia, col classico suicidio. Qui si passa tutto il secondo tempo a contemplare il bel Nick Robinson a piangere: grande prova attoriale, povero Nick, gli vengono di certe occhiaie! Poi, a catena, iniziano a piangere rispettivamente la sorella perché esclusa dalle confidenze del fratello; la madre, onnicomprensiva ma con grandi sensi di colpa perché ahimè psicologa; e il padre, ovviamente il più turbato perché reo di machismo residuo da maschio alpha. Tutto sommato però il nostro eroe se la cava, è proprio un ragazzo fortunato, è sommamente improbabile infatti che dietro un profilo internet senza foto si nasconda un bonazzo, statisticamente i brutti grassi bavosi sfigati sono mooolti di più!

High School Musical 3. Senior year [Videoregistrazione] / regia di Kenny Ortega ; soggetto e sceneggiatura di Peter Barsocchini ; musiche di David Lawrence

È necessario che io spezzi una lancia in favore di questo terzo e ultimo episodio e finalmente di tutta la serie bistrattata dalla critica (ma non dal pubblico, almeno dagli incassi), perché rappresenta ancora bene il sogno americano, che giustifica il musical in generale come genere... A parte la bellezza degli artisti (è bello ciò che piace), a parte la loro bravura canora e coreutica (io posso valutare per esperienza solo la seconda), il film continua ad essere divertente, coinvolgente, ben doppiato soprattutto dal tremolante Aquilone, fa dei richiami ironici a Chorus line, all'Attimo fuggente, anzi dirò di più: il calo qualitativo del secondo episodio si giustifica col terzo, le caratterizzazioni dei personaggi hanno un loro senso, il cerchio si chiude in gloria, vince l'amore ovviamente e la tesi esposta dal primo film e offuscata e corrotta nell'antitesi del secondo si metamorfosizza nella sintesi del terzo. La dichiarazione davanti a tutti, l'urlo da solo (ma non solo) sono solo due scene memorabili... ma è proprio l'insistere sugli addii, sulle ultime cose (un'escatologia di famiglia, di gruppo) a renderlo forse speciale. Il marziano che lo vedrà fra cinquemila anni si farà l'idea di quanto fossimo felici... Evviva!

Alice e il sindaco - un film di Nicolas Pariser

Reticente nei punti più delicati, fin troppo sicuro nelle logorree tecniciste di scienza della politica: si vede tutta l'influenza dell'ultimo Rohmer, a suon di Wagner e Debussy (e Bach 1031 dei titoli di coda suonato dalla Queffélec). Alice è una filosofa che non vuole definirsi tale. Però è bello che in Francia se ne parli e si vedano queste figure indefinite e trasversali di consiglieri (spirituali? morali? siamo pur sempre nella terra di Rousseau) che facciano vedere le cose da una prospettiva... un passo indietro.

Nymph()maniac [DVD] : director's cut. Vol. 1-2 / [scritto e diretto] da Lars von Trier

Ebbene sì, sono esausto, ma è un capolavoro da godersi in immagini, musica, interpretazioni (è solo in inglese con sottotitoli in italiano)! Dal feto in avanti, è una carrellata pansessualista non tanto per épater le bourgeois... ormai siamo in una fase in cui il borghese si scandalizza per dover essere scandalizzato, ma ormai le cose che vediamo sono di un'assoluta normalità, anzi il regista ce ne risparmia, ad esempio manca la coprofilia... Da Bach a Franck passando per Mozart Haendel e Wagner, è un balsamo per le orecchie, un divertimento per gli occhi e un allenamento per la ragione, un ping pong virtuosistico tra i due protagonisti, utile a riflettere sulla cancel culture, ad esempio, o sul labile confine tra misticismo e satanismo, insomma è un'enciclopedia universale che agognerebbe a un sequel del tipo Sexophobia à la recherche de Marcel...

La solitudine del catalogatore - Angelo D'Adda

Ma che bella sorpresa questo collega di Melzo! Beh, devo dire che di catalografico c'è pochino, ma quelle piccole osservazioni di anni di esperienza biblioteconomica sono sempre simpatiche, genuine, finanche pungenti! La maggior parte del testo, invece, si dipana tra ricordi d'infanzia del nostro nume tutelare, l'Adda, il folclore famigliare e toccanti osservazioni tanatologiche senz'altro autobiografiche.

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