Massimo Carota

Vedi tutti i suoi post
Vedi tutti

Ultime recensioni inserite

La vita davanti a sé / Romain Gary ; traduzione di Giovanni Bogliolo

Madame Rosà gestisce una pensione per minori, figli di prostitute che glieli affidano, situato nel quartiere parigino multietnico di Belleville. Ex prostituta lei stessa, è un’ebrea ormai anziana, sopravvissuta all’Olocausto, che ci viene raccontata da Mohamed, per gli amici Momò, un suo ospite quattordicenne. Lo stratagemma dell’autore di investire del compito di narratore questa terza persona dallo sguardo allo stesso tempo innocente e disincantato, è la grazia e la caratteristica fondamentale del racconto che, altrimenti, consisterebbe in un mero capitolo aggiuntivo dei Miserabili di Victor Hugo, ed è lo stesso Romain Gary — sotto lo pseudonimo di Émile Ajar con il quale pubblicò “La vie devant soi” nel 1975 — a proporre questa chiave di lettura, attraverso uno dei personaggi della umanità decaduta che compone lo scenario attorno alla pensionanda, fino al macabro finale.

1975, edizione Neri Pozza, 224 pagine, 11 euro

Governare le migrazioni - Stefano Allievi

Il processo migratorio provoca evidentemente dei problemi di assimilazione dei nuovi entranti nelle società di destinazione. La tesi del dott. Allievi è che gran parte di queste criticità siano generate dalla (non-) scelta da parte delle autorità italiane di non governare il fenomeno. La quasi inesistenza di canali ufficiali di entrata, per esempio, fa sí che la persona migrante — priva di un permesso di soggiorno difficilmente ottenibile — si trovi molto spesso in una situazione di illegalità. Automaticamente, il sistema giudiziario è appesantito da questa fattispecie di reato e gli istituti di pena registrano un elevato numero di detenuti non autoctoni sia per la situazione normativa di cui sopra, sia perché — non avendo una residenza ufficiale di riferimento — non possono accedere a misure alternative. L’autore risulta particolarmente illuminante nel momento in cui inquadra i movimenti migratori in una logica piú estesa, nella quale si considerano anche i flussi interni ad uno stesso Paese, come per esempio — nel caso dell’Italia — quello Sud verso Nord che, dal dopoguerra in poi, ha portato forza lavoro nelle aree geografiche che piú ne necessitavano. Lo sguardo va però allargato ulteriormente, per comprendere che lo spostamento di popolazione nelle aree che abbisognano di risorse umane provoca contemporaneamente un impoverimento delle zone di partenza, e la coniugazione di questi due fattori è la sfida piú difficile.

Laterza, 2023, 136 pagine, 14 euri

La via del guerriero - Yukio Mishima

A distanza di una ventina d’anni torna nelle librerie il commento ad Hagakure nel quale Mishima contestualizza gli insegnamenti sapienziali del Settecento nipponico collegandoli alla realtà dell’epoca e al suo proprio vissuto personale. Rispetto alla precedente edizione Bompiani si è voluto “sanitizzare” l’approccio tetro che sottolineava fin dal titolo (era “La via del samurai”) la relazione tra l’etica del samurai e l’idea costante della morte e del suicidio che la dovrebbe guidare. Ne viene fuori un libro piú leggero e meno ideologico, senza nessuna prefazione che speculi troppo sul suicidio rituale di Mishima avvenuto pochi anni dopo. Stupisce tuttavia come una pietra miliare di questo calibro venga poco pubblicizzata dalle stesse librerie di catena: forse viene ancora ritenuto troppo “pericoloso”, nonostante la sanificazione.

Feltrinelli, 2023, pag. 160, 16 euri

L'amore molesto / Elena Ferrante

Tornata a Napoli per ripercorrere i luoghi della propria infanzia alla ricerca di una spiegazione per la recente morte della madre, la protagonista riesamina la relazione tra sé e la donna, decostruendo e ricomponendo i ricordi di fatti avvenuti nella sua vita, che il tempo aveva confuso con quelli dell’altra, riportando a galla verità scabrose sepolte nel passato. Il primo romanzo della fantomatica Elena Ferrante incomincia come un noir abbastanza tradizionale, ma durante il racconto dissemina particolari comportamentali e psicologici di natura, diciamo cosí, sospetta (per esempio, la sua frigidità, o l’anelito al non volersi scoprire somigliante alla madre) che convogliano abilmente verso l’agnizione del finale. Notevole, anche se sa un po’ troppo di “vecchio”.

La lunga attesa dell'angelo - Melania G. Mazzucco

Gli ultimi 15 giorni di febbre di uno Jacopo Robusti moribondo che, rivolto al Signore, racconta la sua vita a partire dalla tenera figura di Marietta, la prima figlia avuta da una relazione prematrimoniale, e che è la vera protagonista, una volta che assumiamo il personaggio di Tintoretto quale io narrante. Il libro della Mazzucco è romanzo storico, che restituisce un interessante quadro della Venezia del Cinquecento, ma è anche una sorta di breviario di storia dell’arte e di estetica, dato il tema che affronta. L’unica osservazione che ci sentiamo di inoltrare all’autrice è l’assenza di una parabola narrativa, soprattutto nella seconda parte: infatti, si incomincia a parlare della fine infausta di Marietta già a metà del volume, e poi ogni tanto è viva, ora è morta, ora ritorna viva, in un fluire di episodi della cui successione non si capisce molto il senso, e che ci porta ad un finale piuttosto repentino.

Prima edizione Rizzoli, ottobre 2008, ora Einaudi, 480 pagine, 14 euro

Nudi e crudi / Alan Bennett ; traduzione di Giulia Arborio Mella e Claudia Valeria Letizia

Una coppia alto-borghese decaduta di mezz’età e oltre si ritrova l’appartamento svaligiato di tutto il mobilio e suppellettili, che presto recupera. L’ordine viene ristabilito ma nella moglie sorge la consapevolezza di una vita inutile accanto ad un marito chiuso nel suo guscio, che per fortuna di lei schiatta all’improvviso, e visse felice e contenta. Tutto molto british, e si capisce che si tratta di un racconto ideale per una trasposizione teatrale (che è infatti avvenuta in piú di una occasione), ma giunti alla fine della storia non ci si può non chiedere: embè?

1996, Adelphi Piccola Biblioteca, pagg. 95, 10 euri

Zeroventi. 1, Nadine e Davide - Matteo Bussola

Paola Barbato & Matteo Bussola, ovvero Dr Jeckyll & Mr Hyde. Lei sceneggiatrice di fumetti horror e scrittrice di romanzi neri che piú neri non si può; il consorte, invece, dopo aver abbandonato una carriera da mediocre disegnatore, si è convertito in scrittore di libri facili e dai buoni sentimenti, un po’ alla fabiovolo ma in versione piú tranquilla. Dopo tre o quattro dei suddetti libri ritorna al fumetto, ma questa volta lascia le matite ad un illustratore bravo e confeziona una perfetta imitazione italiana di un manga giapponese, probabilmente per acchiappare un pubblico giovanile (ma si sa che alle fotocopie di solito viene preferito l’originale). Oltre ai bei disegni (la storia lasciamo perdere) il pregio di questo volume — che pare essere il primo di una serie — è che si sfoglia all’occidentale, e non all’indietro, com’è cattiva abitudine per i manga tradotti in italiano.

Einaudi, 2023, 152 pagg., 12 €

Sostiene Pereira - Antonio Tabucchi

Nel corso della lettura del romanzo di Tabucchi sorge naturale il sospetto che la costante ricorrenza dell’espressione del titolo sottintenda che ciò che stiamo leggendo sia una sorta di rapporto di polizia, e che il finale della storia sarà con tutta probabilità funesto per il protagonista. Al contrario, la conclusione è — almeno temporaneamente — positiva, e fa pensare per analogia all’accordo finale in tonalità maggiore di tante composizioni di musica sacra in minore del sei-settecento. Lo scrittore ha quindi sviato il lettore e, come rivela in una nota poscritta, il suo testo va considerato come una testimonianza* resa all’autore stesso — e piú o meno immaginata — da un personaggio realmente esistito, vissuto ai margini di eventi sia geograficamente che politicamente a lui contigui, dei quali non fu diretto protagonista ma, appunto, testimone.

* Questo era il sottotitolo originario del libro, poi espunto nelle edizioni successive

1994, Feltrinelli, 214 pagg., 11 euri

La rabbia del vento / S. Yizhar ; traduzione di Dalia Padoa

La sensazione che per riparare ad un’ingiustizia (l’Olocausto) si stesse compiendo a propria volta un’altra ingiustizia (la sottrazione della terra ai palestinesi) c’è stata da sempre. Lo testimonia questo racconto dello scrittore israeliano Yizhar Smilansky, pubblicato per la prima volta nel 1949 (dunque ad un anno dalla proclamazione dello stato di Israele) che narra lo sfollamento e la deportazione di donne vecchi e bambini dal loro villaggio ad opera di una pattuglia dell’esercito occupante. La voce narrante è quella di un soldato del suddetto squadrone militare, che nello svilupparsi della storia lascia trapelare il proprio disagio rispetto all’operazione che stanno compiendo, fino al finale in cui si manifesta l’illuminazione per la quale l’esilio al quale stanno condannando il popolo dei profughi palestinesi non è altro che il corrispettivo moderno dell’esilio biblico del popolo ebreo.

p.s.: ci sarà un soldato israeliano, almeno uno, che di fronte ai massacri e agli sfollamenti ancora peggiori di questi giorni scriverà un libro altrettanto accorato? Speriamo.

«Come in un lampo mi fu chiaro. Tutto improvvisamente mi sembrò diverso, piú preciso: “L’esilio, ecco questo è l’esilio. È cosí che accade. Non sono mai stato in esilio — dicevo tra me —, non l’ho mai conosciuto... però me ne hanno parlato, mi hanno raccontato, l’ho studiato a scuola, me l’anno ripetuto a ogni angolo, nei libri e nei giornali, ovunque: l’esilio. Hanno suonato tutte le mie corde. Il grido del nostro popolo contro il mondo: l’esilio! Era dentro di me profondamente, l’avevo succhiato col latte di mia madre. E cosa stavamo facendo qui noi oggi?».

Einaudi, 84 pagg., 8,50 euri

Il diario della mia scomparsa - Hideo Azuma

Hideo Azuma (1950-2019) — disegnatore piuttosto celebre per aver sfornato una quantità di manga per bambini e adolescenti, dei quali da noi arrivano solo Pollon e Nanako SOS per via di serie tv animate — attorno alla quarantina mi va in crisi, abbandona il tetto familiare e si mette a condurre una vita da clochard, e la prima metà del suo libro a fumetti sotto forma di diario è dedicata proprio al racconto degli espedienti dei quali vivono persone in queste condizioni, ed è forse la piú interessante. Successivamente trova un lavoro da operaio, tramite il quale cerca di reinserirsi in una vita regolare. Stacco temporale, e il Nostro torna indietro alla sua vita precedente da disegnatore, e la descrizione del mondo del fumetto nipponico quale vera e propria industria permette di intuire forse i motivi del suo esaurimento nervoso. Nuovo stacco, e nell’ultimo capitolo ci racconta il (tentato?) recupero dall’alcolismo nel quale nel frattempo era caduto, con conseguente ricovero ospedaliero e incontri psicoterapeutici, etc. Insomma, dopo una vita passata ad occuparsi di storie per adolescenti ci ha lasciato il suo lavoro piú maturo, ma con lo stile comico di sempre.

Scintille : una storia di anime vagabonde / Gad Lerner

Il buon Gad Lerner ricicla e reintegra una serie di reportage scritti per Repubblica nel 2008 da Libano, Israele, Siria, Polonia, Ucraina, etc., che putacaso sono i luoghi di origine e di transito della sua costellazione familiare, da parte di madre e di padre. È l’occasione per riassumerne la storia recente, che si intreccia sovente con quella personale e di famiglia, a partire dallo sterminio degli ebrei nella Galizia degli anni Trenta, al Libano materno, gli Hezbòlla, la protesta giovanile verso l’Israele delle stragi di Sabra e Chatila, il rapporto conflittuale con il padre ebreo-conservatore, eccetera.

2009, Feltrinelli Editore, 230 pagg., 8 euri nell’edizione economica

It's not how good you are, it's how good you want to be / the world's best-selling book by Paul Arden

Non un libro sul pensiero positivo o sul buddismo zen, ma sulla pubblicità, e nella fattispecie sui rapporti di lavoro tra agenzia e cliente, scritto da un art director britannico di successo (della Saatchi & Saatchi) a fine carriera. Da navigato esperto del settore, il buon(anima) Paul Arden sapeva bene che il risultato del prodotto pubblicitario non va misurato in termini assoluti ma è frutto di un compromesso tra i desiderata del cliente, gli spunti del creativo e l’enigmatico assetto mentale del pubblico ricevente. In questo senso, i pur numerosi consigli sulla creatività sono superati da quelli motivazionali, che non si riducono al banale motto “credere nelle proprie idee”, ma portano a mettersi nei panni della controparte per cercare di vendere quelle idee, approfittando anche dei punti deboli della committenza, senza rinunciare al coraggio necessario per sostenere qualche soluzione non convenzionale alla quale si creda particolarmente, anche a rischio del licenziamento (conseguente l’eventuale fallimento nell’acquisizione della campagna).

Phaidon Press, 2003, 128 pagg.

Cut-out:

Do not put your cleverness in front of the communication.

If you get stuck, draw with a different pen.

"Success is going from failure to failure with no loss of enthusiasm" (Churchill)

"To become a champion, fight one more round" (J. Corbett)

Battiato - Carlo Boccadoro

Il buon Carlo Boccadoro mette sotto la lente di ingrandimento gli album pubblicati da Battiato tra il 1974 e il 1978, quelli che vanno da “Clic” a “L’Egitto prima delle sabbie”. In questo lasso di tempo l’artista siculo si affranca dal sistema tonale, abbandona chitarre, ritmica, etc., insomma gli strumenti musicali del rock-prog che ancora caratterizzavano i dischi precedenti, e intraprende una ricerca sonora del tutto personale, anche se ispirata dal lavoro di compositori d’avanguardia degli anni Sessanta e Settanta, e bisogna ammettere che l’autore del libro è sicuramente la persona piú adatta per sottolineare puntualmente le relazioni tra i brani di Battiato e quelli dei vari Stockhausen, Paolo Castaldi, Terry Riley, etc., dei quali fornisce precisi titoli di riferimento. Forse avremmo evidenziato la sicura derivazione dal Futurismo (e nello specifico dal manifesto dell’Arte dei Rumori di Luigi Russolo) dei brani frutto di collage sonori di materiali di varia natura, presenti in varie forme sia nell’album “Clic”, che in “M.lle le Gladiator”, ma il cui esito migliore viene raggiunto in “Café table musik”, che non a caso sta nel sottotitolo del libro di cui sopra. Tuttavia Boccadoro predilige le composizioni (chiamiamole cosí) pianistiche, che si basano su materiale minimo di poche note ripetute all’infinito e che, sviluppandosi per via di piccole variazioni continue, costruiscono uno spazio sonoro nel quale le risonanze che si producono nelle lunghe pause sono l’essenza stessa della composizione.

Storia di una capinera / Giovanni Verga ; a cura di Sergio Campailla

Romanzo epistolare nel quale una sorta di Anna Frank della Sicilia di metà Ottocento comunica le proprie sensazioni ad una amica immaginaria dalla ridotta in cui è confinata prima di essere deportata definitivamente verso la clausura del convento. Il racconto interiore in prima persona che va dall’aderenza alla realtà allo scollamento che conduce alla pazzia ricorda in qualche modo lo sviluppo de “La signorina Else”, ma un tot di anni prima di Schnitzler e Freud.

Salvezza - Marco Rizzo, Lelio Bonaccorso

Due graphic novels al prezzo di una, pubblicate dapprima singolarmente nella collana Feltrinelli Comics, rispettivamente nel 2018 e 2019, e ora raccolte in formato ridotto nella collana economica dello stesso editore. Trattasi di un discreto esempio italiano del cosiddetto graphic journalism, genere narrativo-giornalistico a fumetti lanciato da Joe Sacco coi suoi reportage dalla Palestina, e da noi frequentato soprattutto da Zero Calcare coi suoi resoconti dei viaggi nel kurdistan. Nella prima parte i due autori sono ospiti della Acquarius, una nave ong per il salvataggio dei migranti nelle acque del Mediterraneo, operante nella zona SAR (search & resque) nelle prossimità della Libia. La seconda è invece pensata come logica prosecuzione della prima, trattandosi di un viaggio in Sud Italia nei centri SPRAR (sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) che organizza(va)no l’integrazione di quegli stessi migranti: si parla di Riace, dell’esperienza di Mimmo Lucano, della baraccopoli di San Ferdinando, etc. Ottimamente disegnate e ben documentate, con qualche ingenuità nella sceneggiatura della prima parte, risentono se vogliamo un po’ del classico buonismo di maniera, che scivola spesso e volentieri nel patetismo: per questo motivo la reputiamo un’operazione interessante, ma che avremmo voluto di tono piú graffiante e un po’ piú vera, per uscire dal cliché che siamo abituati a vedere nel giornalismo tout-court, e per i quali toni il fumetto si presterebbe in maggior misura (il già citato Zero Calcare, per quanto la sua coattitudine sia insopportabile alla lettura, lavora in tal senso).

Vedi tutti

Ultimi post inseriti nel Forum

Nessun post ancora inserito nel Forum

I miei scaffali

Le mie ricerche salvate

Non vi sono ricerche pubbliche salvate