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Pippi Calzelunghe / Astrid Lindgren
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Lindgren, Astrid

Pippi Calzelunghe / Astrid Lindgren

Firenze : Salani, 1988

Abstract: Pippi è una ragazzina allegra, furba e ricchissima, vive sola a Villa Villacolle e non ha paura di niente: sta benissimo anche senza i genitori, perché così nessuno le dice quando è ora di andare a letto o le insegna le buone maniere. Uscito nel 1944 in Svezia, questo libro ha operato un grande cambiamento nella letteratura infantile europea causando un profondo rivolgimento di costumi e un grande scandalo tra i benpensanti. Molte ragazze che, alla fine degli anni Sessanta parteciparono ai movimenti studenteschi, dichiararono di essersi ispirate a Pippi.

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Utente 26700
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Pippi Calzelunghe, la protagonista che dà il titolo alla più nota opera di Astrid Lindgren, fin dalle prime pagine del libro si mostra un personaggio eccentrico e bugiardo; imbattendosi nei suoi vicini di casa Thommy a Annika, bambini come lei, ammette infatti lei stessa di non aver detto la verità, quando ha raccontato che nell’India Orientale tutti camminano a testa in giù. Non si sa bene perciò se crederle quando racconta che ha per mamma un angelo e per papà il Re di una tribù di neri, mentre l’eccentricità si manifesta in modo eclatante nel suo vestiario (due lunghe calze di diverso colore e un paio di scarpe troppo grandi per i suoi piedini) e nel suo stile di vita: abita infatti in una grande casa (chiamata Villa Villacolle) senza altri familiari (avendo però con sé un cavallo e una scimmietta che chiama “il signor Nillson”), non frequenta alcuna scuola, dorme coi piedi sul cuscino e la testa all’altra estremità del letto, dispone di una abbondante ricchezza, costituita di monete d’oro che trae a volontà da una valigia riposta accuratamente nella sua camera. Racconta lei stessa di avere navigato per tutti i mari del globo, di essere approdata in tutti i continenti, di aver perso in un naufragio il padre, che però certo un giorno tornerà da lei.
Altri tratti distintivi di Pippi, che ben si associano alla sua eccentricità, sono la forza (dato che sa sollevare con una sola mano il suo cavallo), la cordialità, l’intraprendenza, la capacità di una amicizia, che si rinsalda sempre più con Tommy e Annika e si estende presto a molti altri bambini incontrati dall’affiatatissimo terzetto. Emblematiche, a questo proposito, sono le vicende degli alunni bocciati a scuola (che ricevono da Pippi monete e dolci a bizzeffe), dei ladri che irrompono in Villa Villacolle (non riescono infatti a derubarla, ma ottengono in premio – perché l’hanno fatta divertire – una moneta d’oro ciascuno), delle compere per i negozi del paese (che terminano con regali e caramelle distribuiti a tutti i bambini che Pippi incontra). L’intreccio ha una svolta quando a Villa Villacolle arriva veramente il padre di Pippi, una prima volta per fermarsi da lei solo pochi giorni, dopo qualche tempo una seconda volta, per portarla con sé, insieme a Tommy e Annika, nell’isola abitata da una tribù di neri, della quale è diventato re…
Pippi Calzelunghe è un libro divertente, ma fa anche pensare, avendo a tema la fantasia, l’intraprendenza, l’astuzia e la forza, l’amicizia e, da ultimo, l’infanzia e la crescita. “Non voglio mai diventare grande” – dice infatti Tommy nell’ultimo capitolo – e Pippi lo rincalza aggiungendo: “le persone grandi non si divertono mai. Hanno solo molto da lavorare, abiti buffi, i calli e le tasse…”.
(Gregorio Curto_26-01-2020)

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